Presupposti L’87º Giro d’Italia celebra due grandi appuntamenti: muove da Genova, che nel 2004 è stata designata Città europea della Cultura, e sosta a
Trieste, nel Cinquantenario, della restituzione della città all’Italia. La corsa si sviluppa su un tracciato quasi per intero italiano, con sconfinamenti
a San Marino e in Slovenia. Novità assoluta, presenta un arrivo e una partenza in Croazia. Come sempre, il Giro si propone equilibrato, con una
leggera attenzione in più per gli scalatori, se si esamina il rapporto tra i chilometri a cronometro e gli arrivi in salita, peraltro ridotti nel numero.
Anche l’unica cronometro, nel suo tratto iniziale, costringe sui pedali, prima di liberare un lungo tratto dove fare velocità. Ampio spazio, come
sempre, viene riservato ai velocisti. In estrema sintesi, è un Giro che presenta una prima settimana più impegnativa rispetto alla passata edizione
e riserva le grandi difficoltà negli ultimi 5 giorni. Le frazioni più lunghe nelle prime due settimane, mentre il gran finale prevede tappe brevi, nervose,
ma molto impegnative.Tre gli arrivi in salita (Corno alle Scale, Montevergine di Mercogliano e Bormio 2000), tre le conclusioni al termine di un
circuito cittadino (Spoleto, Carovigno e Pola). Nel suo andamento generale, l’87ª edizione, muovendo da Nord, ritrova il Sud dal versante tirrenico
per poi risalire verso Nord lungo la costiera adriatica. Un solo lungo trasferimento alla vigilia del primo giorno di riposo. Due le soste di un giorno
e venti le tappe, in una visione moderna di corsa La partenza Sette chilometri nel centro storico di Genova, con saliscendi e necessità di rilanciare il rapporto: ecco le fasi palpitanti dell’avvio
del Giro che ritorna al prologo a cronometro per assegnare la prima maglia rosa e conferire a Genova un blasone in più, la cultura della bicicletta. Il percorso Prima tappa consacrata ai velocisti, con il solo impegno di un colle domestico come il Cadibona, e qualche saliscendi nel finale per raggiungere Alba.
Il gioco degli abbuoni può sfilare la maglia rosa dalle spalle di chi già l’indossa. Seconda frazione breve ma nervosa, in quanto prima di raggungere
Pontremoli (da Novi Ligure) si affrontano il Passo del Bocco e il Passo del Brattello, posto a soli 19 km dall’arrivo. Difficile prevedere un arrivo affollato,
più semplice pensare a ruote veloci, attrezzate ai cambiamenti di ritmo in salita. Il terzo giorno primo impegno serio, con arrivo in quota: da Pontremoli
si va al Corno alle Scale transitando dalla Foce di Carpinelli, dopo 60 km, e La Lima. Corno alle Scale è un inedito per il Giro. Un’ascesa di 12,8 km in
cui gli ultimi 3,2 possono fare male, con tratti al 14 per cento. Il giorno dopo, quarta tappa, di assoluto scorrimento: da Porretta Terme si scende sino a
Pistoia per poi raggiungere Civitella in Val di Chiana presso lo stabilimento Del Tongo che festeggia il primo mezzo secolo di attività. Quinta tappa,
verso Spoleto, senza rilievi altimetrici, con uno spettacolare circuito cittadino che si sviluppa nello scenario straordinario della città dei “Due Mondi”.
Di transizione, come si usa dire, la sesta tappa, che porta a Valmontone. Nel finale si prevedono le consuete esibizioni dei velocisti. Il giorno dopo,
muovendo da Frosinone, il clima si farà acceso, in previsione del finale campano che annota, a Montevergine di Mercogliano, un arrivo in salita di
tutto rispetto: 17 i chilometri conclusivi, con tratti al 10 per cento, già affrontati nel 2001 (vinse Di Luca). I più ambiziosi usciranno dal guscio e il Giro
si delineerà, in prossimità di un celebre Santuario. Da Giffoni Valle Piana, terra di un festival che onora la filmografia per i ragazzi, il Giro riparte per
la sua ottava tappa, la più lunga (234 km), che lo conduce a Policoro, in una Basilicata d’intensa bellezza. Verosimilmente un arrivo compatto, al pari
di quello del giorno dopo in cui si raggiunge Carovigno, terra di trulli. Dalla Puglia veloce trasferimento per godersi un giorno di riposo, il primo, nelle
Marche. Porto S. Elpidio “sequestra” il Giro per un paio di giorni, visto che si riserva l’avvio della 10ª tappa – che porta la corsa a visitare i dintorni
all’interno, con arrivo ad Ascoli Piceno – e pure quello dell’11ª che recapita il Giro a Cesena. Questa frazione, dopo una prima parte piana, propone
un finale incendiario. L’ascesa a San Marino e i terribili saliscendi dell’estremo finale possono invogliare i colpi di mano. I 229 chilometri, a corsa “tirata”,
potrebbero fare il resto. Da Cesena a Treviso un paesaggio dolce, rilassante, per riordinare le idee. Un’altra situazione transitoria, con prevedibile vistosa
accelerazione negli ultimi chilometri. Una delle prove della verità, la cronometro individuale, va in scena il giorno dopo: 13ª frazione, la Trieste-Altopiano
carsico, propone 52 km, dapprima piatti, poi in salita da Contovello a Prosecco a Rupingrande prima di affrontare strade scorrevoli, che da Sistiana
portano nuovamente a Trieste, in Piazza dell’Unità d’Italia dove è posto l’arrivo. Trieste si ripropone anche il giorno dopo per l’avvio della 14ª tappa
che porta a Pola. A seguire, in partenza da Parenzo, la corsa percorrerà la costa adriatica transitando per Portorose, dove il Giro del 1922 si consegnò
a Girardengo, e per Capodistria, prima di correre veloci verso S. Vendemiano. Da S. Vendemiano si sale a Falzes, per la prima fase decisiva del Giro.
Per raggiungere il traguardo della 16ª tappa la corsa affronta la Forcella Staulanza, il Valparola, il Furcia, il Terento nel finale. Meritato riposo, mercoledì
26 maggio, prima di tre giorni incandescenti. Dapprima la Brunico-Fondo Sarnonico (con la Mendola), poi la Cles Val di Non-Bormio 2000 (attraverso il
Tonale e il Gavia-Cima Coppi). Bormio 2000, teatro dei Mondiali di sci 2005, presenterà, per il terzo e ultimo arrivo in quota, una salita inedita per il Giro.
Terzo impegno serrato, la Bormio-Presolana, tappa breve ma molto intensa con il Mortirolo, il Vivione e l’arrivo appena 2 km e 500 metri dopo il Passo
della Presolana. Gran finale, il 30 maggio, con la tappa Clusone-Milano: 89 km in linea, 55 in circuito cittadino, con lo striscione conclusivo che sarà posto
in Corso Venezia, all’altezza di via Palestro. |